Marzo 1973, i Pink Floyd pubblicano il loro ottavo album The dark side of the moon. L'album venne registrato nei famosi Abbey Road Studios di Londra e richiese nove mesi di intenso e meticoloso lavoro (una vera follia per quei tempi!). Le sonorità dell'album si distaccano notevolmente dai precedenti lavori della band, in particolare vengono abbandonate le suite, ossia vari brani composti per essere suonati in sequenza, che avevano caratterizzato i precedenti lavori della band come Atom Heart Mother e Meddle, in favore di canzoni più corte ma di forte impatto emotivo. I temi principali del disco sono la pazzia,la morte, lo scorrere del tempo e l'avarizia nella caotica società contemporanea. The dark side of the moon è caratterizzato da una straordinaria perfezione sonora, unita ad un sapiente uso degli strumenti e delle tecniche di registrazione più avanzate che lo rendono ancora oggi dannatamente attuale dopo quaranta anni. L'album rimase in classifica per quindici anni e ancora oggi non ne è mai uscito, con le oltre 50 milioni di copie vendute rappresenta il record di vendita per eccellenza.

Eccovi alcune curiosità riguardanti l'album:

• I Pink Floyd utilizzarono una registrazione multitraccia e i loop, caratteristiche di registrazione molto rare e complicate per l’epoca.



• Sono stati estratti solo due singoli ufficiali: Money e Us and Them.



• A Rolling Stone, David Gilmour disse, parlando del progetto del nuovo album: “Credo che tutti pensassimo – e Roger sicuramente lo pensava – che molti dei testi che stavamo usando fossero un po’ troppo indiretti. C’era decisamente la sensazione che le parole stessero per diventare più chiare e specifiche”.



• Fu inciso agli Abbey Road Studios tra maggio 1972 e gennaio 1973: la prima canzone registrata fu Us and Them.

• Per l’inizio di Breathe usarono un accordo di pianoforte registrato al contrario.

• Originariamente il disco doveva intitolarsi “Eclipse (a piece for assorted lunatics)”.

Clare Torry, cantante e vocalist britannica, venne invitata per un assolo vocale nella canzone “The great gig in the sky”. Fu pagata solo 30 sterline, lei stessa dopo l’esibizione si scusò con i Pink Floyd, convinta di non essere stata all’altezza. Ovviamente non era così. Nel 2004 decise di citare in giudizio la band perché voleva essere inserita nei credits del pezzo, accanto al nome di Richard Wright. Le venne dato ragazione così la Torry su co-detentrice dei diritti d’autore per il brano. Ci fu anche un accordo per un risarcimento economico, visto il successo incredibile del disco e le sue… trenta sterline!

• La moglie di Roger Walters scoppiò in lacrime, commossa, dopo aver ascoltato l’album in anteprima. Ecco le sue precise parole: “Quando la registrazione fu terminata portai una copia a casa e la feci ascoltare a mia moglie. Ricordo che si mise a piangere. A quel punto pensai «questo ha sicuramente toccato una corda da qualche parte», ed ero contento di questo. Sai, quando hai fatto qualcosa, di sicuro se hai creato un’opera musicale, quando poi la fai ascoltare a qualcun altro la senti con un orecchio diverso. E fu in quel momento in cui mi dissi «wow, questo è un lavoro abbastanza completo», e avevo molta fiducia del fatto che la gente avrebbe risposto”.

Speak to Me: la canzone – come l'album – è disseminata di parlati misteriosi. Sono le voci dello staff dei Pink Floyd, chiamato a registrare in sala d’incisione le risposte ad alcuni quesiti che Roger Waters aveva consegnato a tutti come: “Qual è l'ultima volta che sei stato violento?”.Lo stesso Paul McCartney fu vittima dell'interrogatorio-esperimento ma le sue risposte furono considerate troppo scherzose.

Brain Damage: il riferimento diretto è all'ex leader e cantante dei Floyd Syd Barrett, che uscì dal gruppo per la pazzia provocata dall’uso smodato di Lsd.

Ogni settimana Radio Ponte RE-Generation dedicherà un piccolo spazio della propria trasmissione live alla celebrazione degli album che nel 2013 compiono almeno un decennio. Restate in ascolto!