Nel 1738, a Parigi, in condizioni disagiate, nasce Jean-Baptiste Grenouille. Fin da bambino, dotato di un olfatto molto sviluppato, Jean-Baptiste va alla ricerca di tutti gli odori del mondo. Una volta cresciuto, lavora nel negozio del profumiere Baldini, dove apprende tutti i segreti delle spezie e delle essenze. La sua ossessione, però, rimane quella di riuscire a distillare e conservare il profumo delle donne. Questo incubo lo farà diventare un assassino.

Per la regia di Tom Tykwer. Con Ben Whishaw, Dustin Hoffman, Alan Rickman, Rachel Hurd-Wood.

Profumostoria di una assassino, thriller a tratti drammatici, è una storia diversa da ciò che si vede normalmente sullo schermo. E’ la vita di un uomo, nato diverso, con qualcosa di diverso che lo rende speciale. Un olfatto sovrumano capace di sentire l’odore di qualsiasi oggetto, animale o persona. Un dono speciale, ma che gli ha tolto qualcosa di altrettanto speciale.


Come per le impronte digitali, anche l’odore di una persona è unico. E Jean-Baptiste né è sprovvisto.
Senza di esso si può definire umano? Lui che sin dalla nascita non è mai stato  accettato da questo mondo; che è rimasto cosi attaccato la vita, può avere uno scopo? un obiettivo? Un qualcosa per riempire il vuoto causato dal non essere amato e, a sua volta, non amare?
Jean trova risposta alle sue domande con la possibilità di conoscere e imbottigliare tutti gli odori del mondo e creare cosi il profumo perfetto, in grado di farsi amare da chiunque lo desideri.
In fin dei conti, quello che vuole davvero il protagonista è essere amato e provare la sensazione dell’amore. Una sensazione che lui non ha mai provato in vita sua.