Uscito nel 1983, La donna cannone è un Q-disc di sole cinque tracce che si discostano leggermente dallo stile dei lavori precedenti di De Gregori, che all'epoca dell'uscita si trovava già al culmine della popolarità, avendo alle spalle capolavori come Rimmel, Bufalo Bill e Titanic.

La titletrack, posta all’inizio del disco, è una delle canzoni più conosciute del panorama musicale italiano: una ballata indimenticabile divenuta negli anni il classico per eccellenza di Francesco De Gregori, la cui esecuzione ai concerti risulta essere uno dei momenti più attesi ed emozionanti delle esibizioni dal vivo del Principe dei nostri cantautori.

Il disco ha una sua ragione d'esistere anche al di fuori de "La donna cannone" e il primo dei due brani strumentali, Flirt n. 1, è qui a ricordarcelo con la sua atmosfera sognante, seguita dall'altrettanto pregevole La ragazza e la miniera, canzone dal testo molto ispirato e ingiustamente sottovalutata negli anni. Si prosegue poi con la ripresa, anch'essa strumentale, di Flirt #2 e con Canta canta, canzone che parla di un uomo e della sua ritrovata libertà che chiude degnamente l'album.

In conclusione, si tratta di un'ulteriore gemma nella ricca discografia di Francesco De Gregori, che oltre a contenere una delle canzoni più belle e famose mai scritte propone altri meritevoli episodi.

Curiosità:

·         Il Qdisc era un disco in vinile a 33 giri di dimensioni identiche a quelle di un comune long-playing ma contenente, salvo rare eccezioni, solo quattro canzoni, due per facciata, per una durata media complessiva di circa la metà di un LP tradizionale. Il Qdisc fu lanciato nell'ottobre 1980, per il solo mercato discografico italiano, dalla RCA Italiana, all'epoca depositaria del nome e del marchio. La produzione terminò appena quattro anni più tardi;

·         Raccoglie le musiche scritte dal cantautore per il film Flirt di Roberto Russo, uscito lo stesso anno, dal quale prendono il titolo anche due brani strumentali contenuti nel disco;

·         Il film ha come protagonisti Laura e Giovanni, una coppia sposata ormai da vent'anni. La loro vita scorre secondo una routine sempre identica, fino a quando Laura non comincia a sospettare il marito di una relazione extraconiugale. Durante la notte lui pronuncia nel sonno un nome di donna, arriva tardi a casa ma la ditta presso cui lavora non gli chiede ore di lavoro straordinario. Seguendo Giovanni fino a una villetta al mare, la donna però scopre che la sua rivale è solo una fantasia del marito depresso. Giovanni viene ricoverato in una casa di cura ma la sua amante immaginaria non accenna a scomparire. Quando Laura va a fargli visita, capisce che non serve contraddire i matti e, assecondando l'allucinazione del marito, riuscirà con pazienza a riconquistarlo. Per questo film, l’attrice Monica Vitti ha vinto l'Orso d'argento per il miglior contributo singolo al Festival internazionale del cinema di Berlino;

·         La donna cannone, è ispirata da un articolo di cronaca che racconta la crisi di un circo ormai orfano del suo numero di maggior successo fuggito per inseguire un suo grande amore dato che a quell’epoca “le regole del circo” non lo permettevano. La donna vuole un amore impossibile, volare nell’azzurro del cielo, diventando d’oro e d’argento, e invece s’incammina in un cielo nero nero, ovvero la morte, senza il bisogno di passare per nessuna stazione. Il suo amore è più forte perfino della morte, facendo volare via il cuore, scaraventandosi fuori da quel tendone, con un grande cannone, “così la donna cannone, quell’enorme mistero volò…”. Nei versi di De Gregori la donna, svincolata dagli stereotipi del "fenomeno da baraccone", racconta in prima persona la sua fuga dando voce ad uno smisurato desiderio di amore, di tenerezza e, soprattutto, di una vita normale, lontana da chi sfrutta le diversità a fini spettacolari;

·         Questa canzone evidenzia due caratteristiche tipiche di De Gregori: da un lato l’uso lento e regolare della lingua, dall’altro il suo utilizzare metafore e costrutti logico-sintattici inusitati e di estrema comprensiva. Musicalmente, La donna cannone riprende lo stile della ballata pianistica che ha caratterizzato altri brani celebri del cantautore romano (basti pensare a Rimmel e Generale), ma mai come in questo caso un attacco di pianoforte si è dimostrato tanto efficace nel catturare l'essenza dell'intera composizione da renderla riconoscibile dopo tre sole note.